Nuovi strumenti per la flexo: il G.I.M. di Uteco

Lo schema del G.I.M. Lo schema del G.I.M.
Mettere a punto sistemi e tecnologie che rispondano alle necessità degli stampatori, anzitutto in fatto di riduzione degli scarti e dei tempi di cambio lavoro. Sono gli obiettivi che tutti i costruttori di macchine da stampa flessografica si pongono e che, infatti, hanno prodotto un gran numero di soluzioni che fanno leva, di volta in volta, sulla tecnologia dell'azionamento diretto, l'impiego di anilox e maniche, l'adozione di sistemi di lavaggio automatico e di controllo dell'inchiostrazione, il settaggio automatico dei registri e delle pressioni di stampa ad ogni cambio lavoro.
Tutte queste funzionalità offrono, in effetti, un contributo importante al contenimento degli sprechi di tempo e di materiale, tuttavia non sono ancora sufficienti a seguire gli sviluppi dei mercati odierni.
Tutte le variabili che contano
L'ottimizzazione dei cambi lavoro e la riduzione degli scarti, infatti, possono essere raggiunte solo se si verificano, contemporaneamente, altre condizioni, a partire da un color matching sufficientemente rapido e dalla corretta organizzazione di tutte le fasi produttive e dei processi di stampa.
È su questi aspetti che il costruttore veronese di macchine da stampa Uteco Converting SpA (la sede dell'azienda è a Colognola ai Colli) ha investito attenzione e risorse, arrivando a sviluppare un nuovo metodo di gestione, chiamato G.I.M. (Global Imaging Management), che coinvolge tutti i passaggi produttivi, dalla prestampa alla stampa. Un metodo, dunque, che tiene nel debito conto tutti gli elementi e le molte variabili da cui dipende la corretta esecuzione dei vari step: il substrato da stampare, le caratteristiche di anilox e maniche, il biadesivo e le lastre di volta in volta adottati, il tipo, la formula e la viscosità dell'inchiostro e la relativa miscelazione... Ma non solo. Contribuiscono a raggiungere la qualità del lavoro finito anche velocità, temperatura e pressione di stampa, il flusso dei materiali e la logistica definita dal luogo in cui si trovano la macchina e le attrezzature ausiliarie (i magazzini maniche e lastre, il monta-cliché ...), e, da ultimo ma non per importanza, il processo di prestampa e la relativa separazione dei colori, il tipo e le caratteristiche delle lastre e la corretta selezione degli anilox.
Il Global Imaging Management
Il G.I.M. di Uteco, dunque, è un sistema che integra il processo produttivo con il trasferimento dei dati, fornendo le condizioni per l'ottenimento di una stampa ottimale.
Grazie a questo processo, lo stampatore è in grado tanto di gestire le attrezzature periferiche quanto di effettuare la giusta scelta di anilox e maniche da utilizzare in funzione del singolo lavoro. Inoltre, il G.I.M. di Uteco definisce e organizza i vari passaggi di preparazione del lavoro e la conseguente disponibilità di maniche a magazzino; invia alla macchina gli input necessari a preparare la ricetta dell'inchiostro in base ai parametri rilevati sulla macchina; trasmette le istruzioni al monta-cliché per il corretto montaggio dei clichè; stabilisce quotidianamente la sequenza di operazioni necessarie a ottimizzare l'impiego di inchiostro, riducendo sia i cambi di inchiostro sia gli scarti e i tempi morti fra un cambio lavoro e  l'altro.
Si tratta - sottolineano ancora in Uteco - di risultati raggiunti tramite una corretta gestione della produzione, che parte dall'ottimizzazione della pianificazione del lavoro per arrivare alla definizione di tempistiche chiare e affidabili, della tracciabilità di ordini e difetti, dell'abbattimento dei costi concludendo con una corretta valutazione dei nuovi ordini.
Il sistema è attualmente in fase di test e di sviluppo all'Uteco ConverDrome® (ovvero l'Uteco Demo Centre) e presso alcuni clienti selezionati del costruttore veronese. Verrà presentato con dovizia di informazioni durante un'open house dedicata, che si terrà a settembre presso lo stabilimento della società, in occasione del suo 25esimo anniversario.




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